Giuliano Bruni

L'instabilità della coppia

Nell’anno 2002, nel nostro comune , abbiamo avuto un 20% di divorzi . Questi dati , purtroppo, rispecchiano una sempre più crescente fragilità della coppia occidentale. Ma perché siamo arrivati a questo aumento di separazioni dal 1971, anno della legalizzazione del divorzio , ad oggi? L’indipendenza economica della donna, minor volontà di affrontare i problemi della quotidianità , cambio dei ruoli all’interno della famiglia , la caduta dei pregiudizi sui divorziati , sono alcune delle cause dell’instabilità della coppia. Nel tempo è cambiato il modo di considerare la separazione infatti , oggi, non è più giudicata con disapprovazione da parte della società , ma come inizio di una nuova vita . Purtroppo il divorzio ha ripercussioni negative sui figli come dimostra il dato fornito dall’Osservatorio provinciale di Pistoia che evidenzia come il 20% dei bambini del nostro comune da zero a tre anni vive con un solo genitore . Inoltre i figli unici in tutto il territorio pistoiese, da zero a sei anni sono il 50%. Oggi la coppia tende generalmente ad avere un solo figlio soprattutto a causa di difficoltà economiche tendendo così a rinforzare il concetto di famiglia nucleare. La famiglia con l’industrializzazione e l’urbanizzazione ha subito e continua a subire delle modifiche.Siamo passati da una famiglia di tipo patriarcale ( famiglia allargata) ad una moderna di tipo nucleare (padre madre figli) . Un altro dato rilevante del nostro comune fornito dall’Ossevatorio provinciale è che la famiglia pistoiese pur essendo nucleare presenta delle differenze geografiche che riguardano” la piana” (Quarrata Agliana Montale) dove sono presenti molte aziende a conduzione familiare e in questo caso la famiglia tradizionale è composta da genitori,figli e nonni quindi abbiamo una famiglia nucleare estesa .Nel comune di Pistoia abbiamo invece una famiglia di tipo nucleare con una particolarità relativa a forti legami ed aiuti parentali che sono di tipo affettivo,relazionale ed economico.
Dai dati in nostro possesso emerge inoltre che si è alzata l’età del matrimonio : circa 28 anni per le donne e 32 per gli uomini. Questo è dovuto a problemi di tipo economico (difficoltà a trovare una occupazione stabile ), di carriera professionale e di cultura. I giovani credono nella famiglia come valore su cui contare dove vengono soddisfatti i bisogni primari e tendono a rimanervi il pi possibile ,inoltre è da rilevare la presenza di convivenze more uxorio e di quelle prenuziali che minano sempre più l’importanza del matrimonio classico. Si comprende benissimo che , chi fa le spese della diminuzione dei matrimoni e dell’aumento dei divorzi è la famiglia,primo nucleo di socializzazione ma , nonostante tutto la stessa ha la capacità di adattarsi a queste trasformazioni profonde.

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