Giuliano Bruni

Una testa ben fatta

La nostra rivista esce in contemporanea con un’altra rilevante iniziativa del nostro Dipartimento regione Toscana A.N.S. ovvero il progetto rivolto ai giovani della provincia di Pistoia giunto oramai alla undicesima edizione. “Dai un senso alla vita : rispettala!”- come abbiamo denominato l’insieme di eventi che hanno caratterizzato ogni edizione – quest’anno ha coinvolto tutti nella discussione che troppo spesso viene confinata nelle pagine dei filosofi morali o abbandonata al senso comune da Bar Sport. Si trattava di interrogarci sulla più antica e “terribile” domanda: cos’è il male? E il bene? È possibile darne una definizione che valga per tutti? È ciò che abbiamo chiesto ai giovani (e meno giovani) pistoiesi. Da qui il titolo dell’edizione di quest’anno:

L’uomo: il bene, il male. Indagine sul comportamento sociale Famiglia - Sport - Associazionismo

Il programma si è concluso nei giorni di giovedì e venerdì 4-5- maggio 2017 presso il Piccolo Teatro Bolognini a Pistoia (www.daiunsensoallavita.com). In quella sede sono stati presentati i risultati dell’indagine condotta con gli studenti delle istituzioni scolastiche pistoiesi. Diciamo con e non su gli studenti poiché sono stati essi stessi protagonisti di una riflessione sull’etica e la morale che sono alla base dei comportamenti sociali adottati. I risultati emersi sono stati estremamente interessanti; hanno permesso di socchiudere la finestra dietro la quale si nasconde la personalità dei nostri adolescenti. Non diversamente vogliamo agire con la nostra rivista: divulgativa ma rigorosa, soprattutto partecipata. Progetto ambizioso, ma che vogliamo perseguire con determinazione, affinché si configuri come una vera e propria agorà. Il numero attuale è dedicato alla formazione, poiché siamo convinti che senza una “testa ben fatta” sia impossibile riconoscerci come cittadini uguali e diversi. Dopo l’intervista a Simonetta Ulivieri, ordinaria di pedagogia e già Preside della Facoltà di Scienze della Formazione, il numero continua, nella parte monotematica, con l’intervento di Andrea Spini teso ad esporre i temi e i problemi della formazione, al quale si aggiunge un interessante articolo di Gianna Maschiti sulle “avventure” della formazione degli insegnanti. Emma Viviani propone, invece, dei modelli didattici di “Grandi Maestri” al fine di creare il nuovo “individuo” , mentre Matteo Borri e Samuele Calzone affrontano il tema dell’apprendimento in età adulta. Segue Andrea Borghini che racconta l’esperienza di un progetto per la formazione in carcere. Infine l’intervento di Enrico Cheli che auspica l’incremento di una “nuova” metodologia educativa che includa sempre più le abilità pro-sociali. Nella sezione “varia umanità”, sono presenti altri rilevanti contributi: da quello di Sergio Teglia dedicato alla “resilienza” come risorsa nelle relazioni familiari segue Sergio Villani sul ruolo dei miraggi nella costruzione dell’immaginario sociale e Massimiliano Gianotti che affronta gli effetti delle nuove tecnologie mass-mediatiche sulle nuove generazioni. A questi seguono l’intervento di Roberta Stefanelli dedicato alle separazioni e alle relazioni “alterate” che ne derivano; di Patrizia Gherardi sull’importanza dell’arte per la costruzione di una nuova cultura; di Pietro Zocconali sull’etica sociale. Non manca una riflessione, a cura di Vincenzo Cerrone, sul fenomeno della microcriminalità e la sua percezione sociale: un tema, quest’ultimo, estremamente importante nell’attuale ridefinizione delle relazioni sociali. Poi Giacomo Paoletti che evidenzia la fisicità e la fragilità dell’utilizzo del teatro per la formazione. Infine Sabrina Gatti sull’arte fiorentina. Le rubriche dello psicologo (Sergio Teglia) e del critico cinematografico (Patrizia Gherardi) chiudono il numero. Non possiamo tuttavia invitare alla lettura senza ricordare che a gennaio di quest’anno ci ha lasciato Zygmunt Bauman, uno dei sociologi che più di altri ha contribuito a rendere la scienza sociale – come volevano i padri fondatori – uno strumento utile per comprendere ed agire nel mondo della vita nel quale siamo confitti. Che la terra gli sia lieve.

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