Giuliano Bruni

Una goccia nell'oceano

Le vacanze, per chi le ha potute fare, sono finite; non sono finite, invece, le “domeniche della vita” cui molti, troppi, sono costretti, come i cittadini di Amatrice e dei borghi ad essa limitrofi. “Vacanze” – non si fraintenda – ha un significato molto preciso e opposto a quello fornito dal senso comune: di persone obbligate a non condurre la vita di sempre, condannate all’attesa di un ritorno all’oikos che sarà comunque diverso dal passato. Con oltre 290 morti e la distruzione del loro habitat tradizionale, oltre il pianto e la disperazione, incombe tuttavia il dovere della speranza al quale, pur con i poveri mezzi a nostra disposizione, vogliamo contribuire, anche solo per recare sollievo alla solitudine. Coincidenza vuole – ma ne avremmo fatto volentieri a meno - che questo numero della rivista abbia come tema la città e la partecipazione. Quest’ultima, in verità, appena accennata, ma non casualmente: fuori di ogni retorica, la partecipazione attiva dei cittadini alla progettazione urbanistica è ancora – nonostante alcune esperienze, anche italiane – una semplice indicazione per un futuro di cui, attualmente, non si intravedono le tracce. Comunque, dopo avervi informato – non senza piacere - che il numero sarà presentato fra le mura liberty della Sala “Portoghesi” a Montecatini, mi preme presentare il contenuto del nucleo monotematico della rivista.

Il tema

Ai nostri abbonati – vera colonna portante della rivista – e ai nostri lettori proponiamo una serie di interventi che, da punti di vista diversi, si sono impegnati nell’affrontare la complessità dei problemi che oggi costituisce la “città”, punto di coagulazione e di espressione del sistema di relazioni sociali nelle quali siamo coinvolti. In apertura l’intervista alla quale si è gentilmente resa disponibile la prof.ssa Francesca Bianchi, Presidente del Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione dell’Università di Siena. A seguire, dopo gli “appunti” di Andrea Spini dedicati alle diverse letture della città e dei suoi effetti sulla personalità degli individui-cittadini (dal blasé di Georg Simmel all’attuale individuo-consumatore che inutilmente si aggira fra i mall alla ricerca del “quartiere perduto”), l’articolo di Emma Viviani che propone di adottare una visione radicalmente diversa delle periferie: non solo luoghi della marginalità sociale, ma, al contrario, serbatoi di ricchezza umana. Silvano D’Alto, invece, presenta una riflessione – attraverso il pensiero di Giovanni Michelucci – sulla visione dello spazio urbano, mentre Ubaldo Fadini utilizza l’opera di Walter Benjamin per focalizzare l’attenzione sull’importanza della esperienza-in-comune. Dopo Andrea Borghini, che ricorda la rilevanza dell’approccio sociologico per trattare i social problem attuali, Mario Spada affronta uno dei temi più discussi in questi ultimi tempi: l’insicurezza urbana e la sua percezione da parte dei cittadini. Infine Donatella Venti presenta la “carta della partecipazione” come strumento per una diversa governance del territorio.

Varia umanità

Come consuetudine, anche in questo numero la rivista offre una serie di articoli dedicati a questioni diverse, tutte di grande rilevanza etico-sociale. Si inizia, infatti, con le pagine di Sergio Teglia dedicate ad un tema, purtroppo, di sconvolgente attualità quale il “femminicidio”; ad esse seguono le riflessioni di Pietro Zocconali sulle ragioni della pratica, sempre più diffusa, del tattoo. Segue Aldo Carlo Cappellini che conferma l’importanza del movimento come farmaco in soggetti con osteoporosi , mentre Roberta Stefanelli ci introduce al nuovo fenomeno sociale dell’“hikikomori” che, dal Giappone, rischia di diventare una ulteriore, preoccupante, emergenza sociale interessando anche l’Occidente. Diverso il tema affrontato da Federico Bilotti che propone una rivisitazione della via francigena focalizzando l’attenzione sul valore sociale dell’itinerario di Sigerico; diverso ancora il tema proposto da Sara Cappellini che ci introduce nel mondo dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento e delle modalità per affrontarli efficacemente. Elisabetta Lanza, invece, ci invita a riflettere su un altro tipo di “disabilità”, quella costituita dal sovraffollamento delle carceri, cui è da affiancare la problematica chiusura degli ex manicomi criminali. Infine, una riflessione di Sabrina Gatti su Pistoia “capitale italiana della cultura 2017” e l’invito di Enrico Cheli ad adottare un nuovo approccio teorico nello studio della società, fondato sul superamento della divisione fra Sociologia e Psicologia con l’elaborazione di una “socio-psicosomatica”. Nelle rubriche, oltre alla recensione di Patrizia Gherardi del film “La tierra y la sombra – Un mondo fragile”, abbiamo le risposte di Sergio Teglia ai quesiti posti dai genitori e l’assegnazione del Premio Speciale Cultura ANS a Marco Lanzarone. Ancora una volta un ricco assortimento da assaggiare, sperando che nulla sia indigesto, e tutto godibile. Forse solo una goccia nell’oceano dell’informazione attuale, ma, come ebbe modo di dire

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