Giuliano Bruni

Comunicazione assertiva

Nella nostra società sempre più dinamica, efficiente,produttiva, veloce, ma frenetica, compulsiva , individualista , con carenza di valori e punti fissi di riferimento ci troviamo sempre più a doverci relazionare con gli altri ; sia negli ambienti di lavoro, a scuola, durante il riposo, in famiglia ecc ed è proprio nella famiglia che per assurdo , oggi, si comunica di meno basti pensare all’assenza di dialogo tra genitori e figli. E’ proprio nel nucleo familiare ,che è sinonimo di protezione,calore, aiuto reciproco , dove, sempre più spesso, la comunicazione non avviene a livello assertivo. Gli stessi genitori sanno sempre meno come comportarsi e come dialogare con i proprifigli. Nella famiglia sono imposti dei ruoli che spesso se non sono ben rispettati o non corrispondono alle aspettative reciproche degli appartenenti , possono far saltare il dialogo tra genitori e figli, e addirittura il menage tra i coniugi. A dimostrazione di ciò quante volte vi sarà capitato di discutere o irritarvi con vostra moglie o la vostra compagna e aver notato che se aveste risposto in un altro modo, in un modo più sereno, meno aggressivo ; o se aveste cercato di capire meglio quello che voleva dire la vostra donna, forse non sarebbe andata cosi. Gli atteggiamenti relazionali errati lasciano tra le persone delle vere e proprie ansie e frustrazioni stimolando stati di forte disagio relazionale e comportamentale. Ecco che a tutte queste difficoltà di relazione comunicativa può venire in nostro aiuto la comunicazione assertiva.

Cerchiamo ora di stabilire cosa intendiamo per “comunicazione assertiva”. La “comunicazione assertiva” si può definire come quella comunicazione che permette di raggiungere i propri obiettivi e di relazionarsi con gli altri nel modo giusto facendo valere i nostri punti di vista,il nostro diritto di essere noi stessi senza però infrangere l’altra persona con i suoi diritti. E’ una comunicazione onesta,che fa guadagnare al soggetto maggior stima e rispetto di se sia da parte sua che degli altri attori sociali in gioco . E’ una comunicazione che si propone in modo positivo,non distruttivo.

Passivo--------------------------Assertivo------------------------Aggressivo

Come si può vedere graficamente, dal nostro schema, ai due estremi troviamo l’atteggiamento passivo e quello aggressivo . Al centro abbiamo l’atteggiamento assertivo che è qui posizionato in quanto prende da entrambi i comportamenti sopra riportati. L’atteggiamento comunicativo relazionale di tipo passivo è quello che si esprime nella sottomissione, che risente molto del giudizio degli altri,che difficilmente prende posizione. Questo atteggiamento è tipicodi una persona che appare incerta insicura, non sa quello che vuole o almeno non lo dice chiaramente .

L’atteggiamento comunicativo di tipo aggressivo è quello di colui che pensa di avere sempre ragione, che vuole imporre agli altri le sue idee, che si sopravvaluta che non cede mai nemmeno se sa di aver sbagliato. E’ l’atteggiamento di chi alza la voce, è un atteggiamento distruttivo che non da spazio all’altro.
Chi assume un atteggiamento assertivo si comporta, invece, in modo tale da tenere più conto delle proprie opinioni, e dei propri desideri e dei propri diritti senza però, a differenza dell’aggressivo , aggredire l’altro, un atteggiamento aperto al dialogo al confronto ; a differenza del passivo senza sottomettersi all’altro . Nella comunicazione assertiva c’è un rispetto di noi stessi e dell’altra persona . Il sottofondo valoriale è: io ti riconosco come pari, siamo uguali nella differenza. Ti rispetto. La comunicazione assertiva è una tecnica ,pertanto la possiamo imparare . Esistono molti libri sul tema ma personalmente consiglio una esperienza pratica ; vengono organizzati diversi corsi ; spesso è sufficiente un seminario di due giorni per gettare le basi e poi vedere se continuare o no nell’apprendimento di questa importante tecnica comunicativa ; la pratica e' l'insegnamento migliore. Questo nuovo modo di comunicare potrà essere concretizzato con i nostri subordinati, con i colleghi di lavoro, in famiglia, con i figli e con chiunque entra in relazione con noi.

Facciamo qualche esempio di comunicazione assertiva : Un nostro carissimo amico ci ha chiesto di portare tutti i giorni suo figlio in piscina con il nostro , perché lui è impegnato a lavorare. Noi sappiamo che potrebbe tranquillamente farsi cambiare di orario sul lavoro e questa scelta permetterebbe ad entrambi di alternarsi in questo impegno ; ma preferisce non farlo . Tutto questo non ci va bene riteniamo che il nostro amico si stia approfittando di noi ma non ce la facciamo a dirgli nulla e tutte le volte acconsentiamo alla sua richiesta di portare suo figlio in piscina. Non abbiamo mai avuto il coraggio di esporre le nostre vere intenzioni, abbiamo paura che si offenda . Accettiamo una situazione che sta diventando sempre più insostenibile. Ecco che la comunicazione assertiva poteva venire in nostro aiuto affrontando in un altro modo il nostro carissimo amico; potevamo rispondere così: < vedi io sono tuo amico da tanti anni, ti ho sempre rispettato e siamo sempre andati d’accordo però questo tuo disimpegno nell’accompagnare tuo figlio in piscina, non mi piace : potremmo sostituirci nell’accompagnare i nostri ragazzi .

Questa indifferenza nei miei confronti mi fa stare male e mi sento usato, prova a cambiare orario di lavoro in modo di alternarci. La nostra opposizione , apparentemente, ci può lasciare un senso di colpa e non è sempre facile accettarla ma ,dopo, sicuramente si constaterà che abbiamo fatto bene a rifiutare ; ne godrà la nostra stima personale. Ho rispettato me stesso. Ho fatto capire al mio amico che si poteva fare in un altro modo . Come si è visto in determinate situazioni è più facile dire “si” che “no” ; ecco che con la comunicazione assertiva ci possiamo avvalere del diritto di dire : no! Ho esposto il mio desiderio in modo pacato, senza ferire l’altro , unendo al mio no anche una possibilità di soluzione del problema ! e circostanziandola solamente a questo fatto vedi io sono tuo amico da tanti anni, ti ho sempre rispettato e siamo sempre andati d’accordo però questo tuo disimpegno nell’accompagnare tuo figlio in piscina, non mi piace .

Anche le critiche, che spesso non facciamo per paura, oppure ne facciamo troppe e di distruttive, possono essere fatte ma con la particolarità di essere impostate nel modo giusto. Nella comunicazione assertiva anche le critiche sono ammesse ma fatte in un certo modo; devono essere “costruttive” e non “distruttive”. Le nostre critiche devono essere tese ad aiutare l’altra persona, dove è possibile. Facciamo un altro esempio : Nostro figlio riporta a casa i risultati dell’anno scolastico si rileva che va male in una materia e se non rimedia potrà non accedere all’anno scolastico prossimo. Il padre ,quando sa dei risultati dice:
vedi, mi fai sempre arrabbiare,avevo ragione io, non studi mai: sei uno stupido non riesci mai in niente!Questa è una critica manipolativa distruttiva, il padre sta generalizzando i risultati scolastici del figlio considerando tutto negativamente e , sopratutto, appellandolo in malo modo “sei uno stupido” lo fa sentire incapace di fare qualsiasi cosa, trascurando l’importanza della altre materie in cuiha ottenuto buoni risultati. Il padre poteva dire:<vedi ho visto che in una materia non riesci e ciò non va bene ,cerca di impegnarti di più in quella materia vedrai che ce la faremo,occorre più impegno da parte tua cercherò di darti una mano io .
Dobbiamo cercare di entrare in empatia con l’altro ;aiutarlo e così facendo aiutiamo anche noi stessi.

Concludendo , l’assertività può venirci spesso incontro per attenuare la rottura delle relazioni comunicative dovute ad una carenza di comunicazione interpersonale che può avvenire all’interno della famiglia, tra i giovani e sul lavoro dove sono in aumento stati d’ansia ed altro ancora. Naturalmente non possiamo sempre essere in modalità assertiva però riuscendo a rimanerci il più possibile si migliorerebbe la socializzazione, i rapporti interpersonali e perché no! la qualità della vita propria e di chi ci sta vicino.

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