Giuliano Bruni

Dai un senso alla vita 2025
17 marzo – 9 maggio 2025 | Pistoia

“Io e il mio Avatar”: intelligenza artificiale, giovani e relazioni umane per costruire un futuro più umano

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Io e il mio Avatar

Insieme per costruire un futuro più umano, alla ricerca di legami di comunità

Siamo giunti alla XVIII edizione del progetto socio-educativo organizzato dal Dipartimento regione Toscana ANS (Associazione Nazionale Sociologi), iniziativa che ogni anno ci offre la possibilità di interagire con centinaia di studenti su argomenti che li riguardano da vicino, nell’intento di far diventare gli studenti stessi protagonisti di uno studio e analisi del tema scelto, oggetto di osservazione.

L’argomento di questo anno è un continuum di quello trattato nel 2024, cioè l’intelligenza artificiale: “Io e il mio Avatar. Insieme per costruire un futuro più umano, alla ricerca di legami di comunità”, che vogliamo sviluppare rivolgendo attenzione al territorio, ai legami di comunità che si concretizzano nelle principali agenzie di socializzazione quali, scuola, famiglia e anche i luoghi di attività socio culturali ricreative e sportive.

Spazi indubbiamente concreti, sempre più spesso sostituiti da quelli virtuali in cui le modalità di socializzazione sono diverse dalle abitualmente conosciute e utilizzate, almeno dalle generazioni coi capelli grigi. Spazi in cui si muovono modalità di aggregazione sino a poco tempo inimmaginabili, basate su relazioni virtuali che ben poco spazio lasciano al contatto umano, preferendo chiudere l’“umano” in un mondo chiuso, isolato nelle reti.

Assistiamo – spesso impotenti – alla costruzione di stili di vita che mostrano un panorama di relazioni in cui la natura dell’uomo che si esprime e vive di emozioni, umanità e relazioni in presenza, perde consistenza.

La dialettica reale e virtuale, due facce del Giano bifronte: da un lato ci siamo noi, dall’altro il nostro virtuale, quell’Avatar-alter ego digitale da mettere a confronto con la viva realtà comunitaria. Una bella scommessa!

La costante dissociazione tra reale e virtuale sottolinea la mancanza di completamento tra le due realtà evidenziando la scarsa concorrenza, almeno apparente, delle agenzie sociali del territorio che perdono piano piano la peculiarità del loro ruolo sociale e di formazione dell’individuo.

I nuovi linguaggi dell’era digitale nella loro accezione negativa trasformano le dinamiche che si formano tra uomo e società; non sempre si tratta di conflitto ma, come spesso accade, una utile invenzione può essere indirizzata a finalità diverse, una per tutte l’intelligenza artificiale.

È indiscutibile che lo sviluppo delle nuove tecnologie non può essere fermato, ed è anche giusto a patto che queste siano usate per rafforzare il progresso evolutivo dell’uomo. D’altronde l’essere umano si contraddistingue proprio per il suo atteggiamento proattivo e pieno di idee e invenzioni per la formazione di quello che chiamiamo “progresso”.

È dunque chiaro che il progetto vuole – in definitiva – approfondire e rafforzare il concetto di comunità, vista come un insieme organizzato di persone che interagiscono positivamente con le nuove dinamiche sociali proposte dalla realtà virtuale che esclude il contatto umano tradizionale perdendo di vista la grande forza d’animo, l’impegno, la costanza e la determinazione del singolo come si dimostra nelle varie forme di associazionismo o come nello sport orientate alla ricerca di sani valori e principi.

È necessario individuare un modus vivendi tra le due realtà protagoniste dello sviluppo socioculturale in cui l’essere umano si forma, diventando sempre più macchina a discapito della sfera umana ed emotiva che rischia di essere sostituita dal proprio Avatar.

Le novità del progetto

La fase di indagine rivolta ai ragazzi – caratteristica distintiva del progetto – trova quest’anno una novità importante: infatti, nella compilazione del questionario, sono stati coinvolti altri due Dipartimenti regionali ANS – Lombardia e Puglia – che con la loro partecipazione hanno reso possibile una analisi più ampia del fenomeno studiato, includendo realtà territoriali diverse.

Nondimeno, in questa edizione abbiamo lasciato ancora più spazio ai giovani, attraverso la nuova proposta Sociologo per un giorno: alcuni studenti si metteranno in cattedra trovandosi relatori insieme agli adulti, durante la conversazione in programma al Convegno conclusivo del 9 maggio, organizzato nella Sala Maggiore del Comune di Pistoia.

Inoltre, come consuetudine, ospitiamo orgogliosamente, da diversi anni, il Premio Speciale Cultura XVIII edizione “Giornata ANS del libro 2025”, ideato da Antonio Polifrone Segretario Nazionale ANS.

In conclusione, il nostro contributo culturale è finalizzato a stimolare i ragazzi alla riflessione, usando come strumenti incontri e conversazioni orientate a costruire un futuro consapevole nei vari aspetti umani, per imparare a coniugare vita reale e virtuale.

Si tratta di sostenere i giovani a trovare un giusto equilibrio che ci induca a ripensare un modello di società impregnato di legami di comunitari solidi e duraturi che possano convivere con le attuali tecnologie legate alla IA ma che possano preservare le relazioni umane e sociali.

Desidero rivolgere un ringraziamento particolare ai Dipartimenti ANS che hanno aderito al nostro progetto, a tutto il Consiglio Direttivo Nazionale, a tutti gli Istituti partecipanti, all’Università Popolare Aligi Bruni di Pistoia, che organizza insieme a noi l’evento del 2025, a tutti i colleghi del Dipartimento regione Toscana ANS e agli ospiti che con la loro professionalità rendono l’evento sempre più prestigioso e interessante.

Come conciliare l’evoluzione dell’intelligenza artificiale con il bisogno di relazioni autentiche, identità e appartenenza? È questa la riflessione al centro della XVIII edizione di “Dai un senso alla vita: rispettala!”, il progetto socioeducativo promosso dal Dipartimento Regione Toscana dell’Associazione Nazionale Sociologi (ANS), in collaborazione con l’Università Popolare di Pistoia “Aligi Bruni”.

L’edizione 2025, svoltasi dal 17 marzo al 9 maggio, ha avuto come tema “Io e il mio Avatar. Insieme per costruire un futuro più umano, alla ricerca di legami di comunità”, proponendo un percorso di confronto interdisciplinare sulle trasformazioni introdotte dalle tecnologie digitali e dall’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, con particolare attenzione alle nuove generazioni.

In un contesto nel quale le identità digitali, gli ambienti virtuali e le interazioni mediate dalla tecnologia assumono un ruolo crescente, l’iniziativa ha posto interrogativi fondamentali: quale rapporto esiste tra persona e avatar? Come cambiano le modalità di comunicazione e socializzazione? In che modo l’innovazione tecnologica può contribuire al progresso umano senza indebolire le relazioni sociali?

I giovani protagonisti del cambiamento

I giovani sono stati i protagonisti del progetto, non soltanto come destinatari delle attività formative, ma come partecipanti attivi nella costruzione del dibattito. Attraverso incontri con esperti, questionari, concorsi multimediali e letterari, gli studenti hanno avuto l’opportunità di esprimere idee, aspettative e preoccupazioni sul rapporto tra dimensione reale e virtuale.

Particolarmente significativa è stata l’estensione dell’indagine ai Dipartimenti regionali ANS di Lombardia e Puglia, che ha consentito di ampliare il confronto coinvolgendo differenti realtà territoriali.

Tra le novità dell’edizione, l’iniziativa “Sociologo per un giorno”, che ha previsto il coinvolgimento diretto degli studenti nel ruolo di relatori, valorizzandone il pensiero critico e la capacità di interpretare i cambiamenti sociali.

Il convegno conclusivo a Pistoia

Il percorso si è concluso il 9 maggio 2025 con il convegno regionale ANS presso la Sala Maggiore del Comune di Pistoia, momento di dialogo, approfondimento e valorizzazione dei contributi degli studenti.

Verso un’intelligenza artificiale al servizio delle persone

Il messaggio centrale dell’iniziativa è chiaro: l’intelligenza artificiale deve rappresentare uno strumento al servizio delle persone e delle comunità, non un sostituto delle relazioni umane.

Costruire un futuro più umano significa quindi promuovere un utilizzo consapevole delle tecnologie, rafforzare i legami sociali e riconoscere nei giovani i protagonisti di una trasformazione digitale responsabile, inclusiva e orientata al bene comune.

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